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Lyoness condannata come schema piramidale anche in Polonia.

In Polonia, Ufficio per la concorrenza e la tutela dei consumatori, UOKiK, ha classificato Lyoness come schema piramidale con decreto ufficiale del 30 dicembre 2019.

Ciò significa che i fondi dovranno essere rimborsati.

L’ufficio per la concorrenza e la tutela dei consumatori (UOKiK) ha pronunciato la sua decisione il 30 dicembre 2019.

(qui il PDF originale, in polacco, con le specifiche).

Tuttavia, la notizia è stata resa pubblica solo di recente, come dimostrano i giornali nazionali che hanno ripreso la storia solo qualche giorno fa (qui l’articolo in lingua originale):

Il procedimento (80 pagine) contro Lyoness, iniziato nel 2013, si è chiuso il 30 dicembre 2019 con il decreto del presidente dell’UOKiK e si è concluso con la dichiarazione che il programma fedeltà Lyoness si basava di fatto sul reclutamento di nuovi soci nel programma Lyconet/Lyoness, pregiudicando così gli interessi collettivi dei consumatori polacchi.

In breve: Lyoness si è rivelato essere uno schema piramidale con guadagni derivanti esclusivamente dal reclutamento di nuovi soci nel programma Lyconet.

Dorota Karczewska, consulente legale e avvocato dello studio legale WKB Wierciński Kwieciński, ha raccomandato di trasmettere il caso Lyoness alle forze dell’ordine.

Il decreto prevede l’ordine di rimborsare gli anticipi già versati dai consumatori per buoni o carte regalo di Lyoness Europe AG entro quattro settimane dall’entrata in vigore del decreto, a meno che tali anticipi non siano già stati scambiati con buoni o carte regalo.

Il decreto dell’UOKiK stabilisce quanto segue:

“L’attività commerciale dell’operatore commerciale si concentra sulla promozione della struttura del sistema Lyoness Cashback in modo tale da reclutare i soci nella struttura di vendita di Lyconet.

Gli aderenti hanno potuto partecipare in misura insignificante e guadagnare una provvigione limitata reclutando un certo numero di aderenti Cashback aggiuntivi nella struttura di vendita Lyoness, ma sono stati in grado di realizzare guadagni sostanziali solo dopo che gli aderenti Cashback reclutati hanno aderito alla struttura di vendita Lyconet con una quota d’ingresso di 2.400 euro (anticipo su buoni sconto) e altre spese (pagamento anticipato) per ottenere lo status di premium marketer”.

E ancora:

“Il caso contro Lyoness è stato estremamente complesso.

L’identificazione dell’effettivo meccanismo di funzionamento del sistema piramidale si è rivelata difficile per l’Ufficio, il che ha portato ad un’indagine molto estesa e prolungata.

Lyoness ha inoltre cambiato continuamente la sua ragione sociale e i rispettivi proprietari”

aggiunge Dorota Karczewska, consulente legale e avvocato di WKB Wierciński Kwieciński.

L’ex vicepresidente dell’Ufficio per la concorrenza e la tutela dei consumatori Baehr, allora ancora dirigente dell’ufficio, già nel 2017 aveva presentato una istanza al Governo per dichiarare che Lyoness fosse uno schema piramidale a tutti gli effetti

(Si veda decreto: “Nuova priorità dell’Ufficio per la concorrenza e la tutela dei consumatori”: Combattere gli schemi piramidali”, DGP dell’11 maggio 2017).

Secondo Baehr, questo decreto dovrebbe essere solo un elemento dell’azione dello Stato nella lotta allo schema piramidale di Lyoness:

“Abbiamo bisogno che le forze dell’ordine intervengano”.

In buona sostanza, ancora una volta, i guadagni dal cashback generato dal portale myWorld, sono stati giudicati insignificanti, rispetto ai guadagni generati dalle provvigioni sugli anticipi dei reclutati.

Come aveva stabilito anche l’Antitrust in Italia.

UOKiK ha identificato lo schema piramidale promosso da Lyoness come “pratica commerciale scorretta” e in aperta violazione delle leggi a tutela dei consumatori in Polonia.

La decisione prende atto dell’affermazione di Lyoness, secondo cui il suo sistema piramidale sarebbe stato “sospeso” in Polonia a partire dal marzo 2019, in seguito alla prima condanna dei suoi contratti nel Paese per violazione dei diritti dei consumatori.

La decisione di UOKiK apre anche la strada al diritto di recesso e rimborso totale de marketer “investitori”.

Lyoness è tenuta inoltre a informare le vittime polacche del loro diritto al recesso, e a fornire dettagli precisi su come potranno presentare domanda di rimborso.

I rimborsi sugli investimenti di Lyoness dovranno essere effettuati entro quattro mesi dalla notifica di UOKiK.

Lyoness è stata inoltre condannata a pagare le spese legali affrontate da UOKiK.

In risposta all’accusa di schema piramidale, i portavoce Lyoness avrebbero commentato al giornalista di “Gazeta Prawna” che la decisione di UOKiK sarebbe “illegittima”.

Lyoness ha affermato inoltre che il pacchetto d’offerta, oggetto dalla decisione, non sarebbe più in vendita da anni.

Questa, come ogni commento che Lyoness rilascia dopo ogni sanzione o condanna, è come al solito una mezza verità distorta.

Veicolata dal continuo cambio di ragione sociale delle aziende rappresentanti, e dei nomi dei pacchetti offerti periodicamente alle vittime del sistema.

Ad esempio, anche in Norvegia, Lyoness aveva cercato di eludere il divieto di proseguire nella truffa, imposto dalle autorità, cambiando il nome del suo programma di investimento da Lyconet in myWorld.

Ma l’autorità norvegese (qui il link all’articolo) aveva mangiato la foglia, ribadendo il divieto originario. (link)

In Polonia, Lyoness ha risposto a UOKiK che “Lyoness” avrebbe smesso di operare nel paese a marzo 2019.

Questo però si riferisce semplicemente al fatto che Lyoness abbia cambiato il suo nome in Lyconet, per continuare ad offrire lo stesso schema fraudolento.

Come la Nowegian Gaming Board, anche UOKiK non è caduta nel gioco delle tre carte portato avanti da Lyoness nei Paesi in cui è stata riconosciuta la sua natura fraudolenta.

Il Presidente di UOKiK ha riconosciuto in effetti che la pratica che viola gli interessi collettivi dei consumatori, e che è stata oggetto di questo procedimento, sia stata interrotta al momento della cessazione del Programma di Marketing Lyconet, avvenuta il 7 marzo 2019 insieme all’entrata in vigore dell’Accordo Lyconet per i Lyconet Marketer indipendenti (Independent Lyconet Marketer).

Solo che, dopo tale data, il Programma è stato trasferito e proseguito da Lyconet International AG con sede a Vienna, Austria.

Va precisato che la Società non è riuscita a dimostrare la natura legittima delle sue operazioni, limitandosi a dire che aveva sospeso quel tipo di attività.

Quindi, Lyoness non ha negato la natura truffaldina dell’investimento offerto, neanche in Polonia.

l’italia si è pronunciata contro le pratiche commerciali di Lyoness e la Norvegia le ha vietate.

Alcune giurisdizioni nazionali hanno ritenuto, tra l’altro, che i termini e le condizioni fossero talmente complessi e opachi (presumibilmente fin dalla sua concezione) da nascondere alle autorità, al momento della prima verifica, eventuali infrazioni legali.

Il caporedattore della rivista Network Magazine, Maciej Maciejewski ha sentimenti contrastanti. Maciejewski è stato uno dei primi in Polonia a mettere in discussione il modello commerciale di Lyoness.

“Sono lieto che gli sforzi dell’Ufficio e dei giornalisti investigativi abbiano dato i loro frutti dopo tanti anni.

È un peccato che ci sia voluto così tanto tempo.

Questo dimostra che UOKiK non ha abbastanza spazio di manovra nell’analisi degli schemi piramidali.

Ci è voluto un po’ di tempo perché i professionisti della finanza seguissero i sospetti che Lyoness/Lyconet fosse uno schema piramidale.

Le forze dell’ordine dovrebbero effettuare una perquisizione nei locali della società e confiscare ed esaminare i loro computer.

Nel frattempo, gli strumenti che avevano a disposizione hanno permesso a UOKiK di giocare al gatto e al topo con Lyoness”,

secondo Maciejewski.

Naturalmente Lyoness/myWorld banalizzerà e minimizzerà questa decisione e la presenterà come una sciocchezza insignificante nei confronti dei suoi soci, aprendosi al contempo ad ulteriori azioni legali, come si è visto in Norvegia, e dipingendosi come un’azienda in buona fede che utilizza le campagne di sponsorizzazione nel settore sportivo per sostenere e monetizzare le illusioni dei suoi soci.

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