Corsair dichiarata illegale in Italia dalla Consob.

La Delibera Consob.

La Consob, nella delibera n. 22182, del 27 gennaio 2022, disponibile online [clicca qui per leggerla], ha dichiarato “Corsair Group” illegale in Italia.

La dichiarazione della CONSOB segue le denunce presentate da quarantanove investitori di Corsair Group residenti in Italia, che insieme hanno perso 440.969 euro.

La denuncia aveva spinto la CONSOB ad avviare indagini su Corsair Group e sul CEO Jussi Veikko Saloranta già nel luglio 2021.

La CONSOB lega Corsair Group all’Italia attraverso i nomi di due cittadini di nazionalità italiana, definiti come “COORDINATORI ESECUTIVI per l’Italia”.

I due coordinatori esecutivi italiani di Corsair Group sono Andrea Cerio e Roberto Frezza, come è possibile leggere sul sito CorsairNow, alla pagina “About Us”:

Sui social media, Andrea Cerio si definisce un “Global Influencer”:

Roberto Frezza si definisce invece “Coordinatore e Responsabile Italia presso Corsair Group International”:

L’indagine della CONSOB fornisce un quadro del contorto schema di investimento del Corsair Group, che fa capo a società sparse in più Paesi, Italia compresa.

Con nota del 17 agosto 2021, i destinatari della comunicazione hanno riferito, per il tramite del proprio legale di fiducia, che la “Corsair Group International non risulta ad oggi costituita“.

La Consob ritiene:

  • che il sito internet www.corsairnow.com consente agli utenti (nell’ambito di un sezione del sito dedicata alla descrizione dei progetti ove si legge “opportunità investimenti”) di compilare un modulo con le proprie generalità per essere ricontatti e finalizzare eventualmente l’investimento;
  • che l’attività svolta tramite anche il sito sopra menzionato integra l’offerta di strumenti finanziari (disciplinata dagli artt. 30-32 del Tuf nonché dagli artt. 124 e ss. del regolamento Consob n. 20307/2018) per lo svolgimento della quale è richiesta l’autorizzazione alla prestazione del servizio di investimento di collocamento;
  • che le citate società del gruppo Corsair non risultano autorizzate alla prestazione di servizi di investimento;
  • che la sopra descritta operatività, svolta anche tramite il sito internet www.corsairnow.com è tutt’ora in corso di svolgimento nonché rivolta al pubblico degli investitori italiani in quanto il sito internet è disponibile in lingua italiana;
  • che la prestazione di attività e servizi di investimento è riservata ai soggetti abilitati di cui all’art. 18, comma 1, del Tuf ai sensi del quale “L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento è riservato alle Sim, alle imprese di investimento UE, alle banche italiane, alle banche UE e alle imprese di paesi terzi“;
  • quindi, che l’operatività in esame si configura quale esercizio professionale verso il pubblico italiano di servizi di investimento in violazione dell’art. 18, comma 1, del Tuf;
  • necessario provvedere immediatamente all’adozione di una delibera dal momento che, alla luce di quanto sopra rilevato e considerato, sussistono motivate ragioni di urgenza.

Viste le precedenti, la Consob ha ordinato l’immediata cessazione dell’attività in Italia.

Da notare che l’abusivismo finanziario in Italia è un vero e proprio reato che comporta, secondo l’art.166 del TUF, pene detentive da uno a otto anni, e la multa da quattromila a diecimila euro.

Ricordiamo che Corsair è l’azienda titolare dello schema noto come Ecovo / Amplivo, fondamentalmente utilizzato come strumenti di marketing per convincere le persone ad acquistare pacchetti “Cloud Horizon”.

“Corsair Group” è ciò che rimane infatti del fallito schema noto come “Cloud Horizon” di Frank Ricketts.

Ricketts è attualmente sotto processo in Germania per il reato di riciclaggio di denaro nello schema piramidale OneCoin.

La Guardia di Finanza avvia le indagini.

Come pubblicato dal quotidiano “Vivi Pesaro”, la GdF sta procedendo alle perquisizioni in merito alle indagini su questa presunta frode.

Nei guai un 49enne al vertice dell’organizzazione in Italia. [link]

Da notare che:

“Sono ancora al vaglio degli investigatori e dell’Autorità Giudiziaria le posizioni di tutti gli “influencer” che si sono adoperati per offrire al pubblico e collocare i vari investimenti percependo commissioni in denaro ed in criptovaluta”.

Qui la notizia sul sito della Guardia di Finanza.

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