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Recensione Be/Melius: il lato oscuro del network marketing. Senza biscottini.

In questo articolo analizzeremo cosa si nasconde dietro BE Rules, (ex Be Factor, ex MELiUS), come funziona questa società “oscura” che ha spopolato in Francia e in Canada, e chi sono i suoi rappresentanti, che l’hanno resa popolare anche in Italia.

Alla fine, comprenderai perché è ritenuta uno schema piramidale fatto e finito, anche dalle autorità, che stanno già indagando sull’azienda. In Canada il Governo ha emesso un avviso, che vedremo fra poco.

Per comprendere appieno lo schema nascosto dietro Be Rules, occorre raccontare le avventure nel mondo del business dei tre fratelli che ne sono fondatori e guide.

Considera che  Be, oltre al ramo “formazione al trading“, promuove anche una piattaforma di viaggi, tipo Booking.

Per operare nel settore viaggi in Europa, e in Italia, un’azienda di network, oltre agli adempimenti necessari come network, deve anche possedere dei requisiti che Be non possiede:

  • Occorre ottenere una licenza come agenzia di viaggio e come tour operator. Per ottenere la Licenza è richiesto di avere una sede operativa nel territorio nazionale, precisamente una sede fisica.

Be non ha nessuna licenza di questo tipo.

  • Occorre aderire ad un fondo di garanzia che tutela tutti i clienti viaggiatori da eventuale fallimento o insolvenza dei soggetti operanti in tutta la filiera turistica.

Il fondo di garanzia è un’assicurazione che si può ottenere solo falle agenzie autorizzate, e per ottenerlo si deve passare una valutazione di credibilità dell’azienda.

E’ lo stesso motivo per cui InCruises, MRW Life, iBuumerang, WorldVentures e simili, sono tutte illegali in Italia.

A tal proposito vale l’articolo 50 comma 2 del Decreto Legge n°79 del 23/5/2011 (codice del turismo) entrato in vigore dal 1° Luglio 2016, in concomitanza con la cessazione del Fondo Nazionale di Garanzia Governativo.

Be non ha aderito a nessun fondo di garanzia.

  • Occorre nominare un Direttore Tecnico, italiano, e qualificato nel settore, nominato secondo articolo 20, D.Lgs. 79/2011.

Be non ha nominato nessuna figura di questo tipo.

(Sulla Gazzetta Ufficiale è tutto spiegato in maniera cristallina)

Quindi, da questo punto di vista, mancando di tutti i requisiti necessari per operare, possiamo dire senza timore di smentita, che Be sta operando in maniera non regolare in Italia.

 

La storia dei fratelli Islam: Cosa sapere.

 

Come tutti i truffatori che si rispettino, non vi sono tracce dei fondatori di BE prima della loro… prima truffa.

La più grande truffa nel mondo del network marketing mai raccontata, quella di OneCoin.

Ed è proprio dal ruolo dei Fratelli Islam in OneCoin, che partirò, per farti comprendere perché dovresti stare lontano da questo schema piramidale, e quanto poco dovresti fidarti dei Promoter che cercano di tirarti dentro.

La prima truffa dei fratelli Islam: OneCoin.

I fratelli Islam sono stati secondi solo a Muhammad Zafar nel diffondere OneCoin nella comunità musulmana del Regno Unito. [qui un nostro articolo]

Muhammad Zafar è stato di recente arrestato in Pakistan, proprio per questa tuffa.

 

Naturalmente, come da prassi, quando OneCoin è crollata, i fratelli Islam sono stati tra i primi ad abbandonarla.

Dopo OneCoin, gli Islam sono sfuggiti alle loro vittime (e alle autorità dell’Interpol) dal  Regno Unito, per evitare di essere trascinati in tribunale, e si sono trasferiti a Dubai.

Esattamente come hanno fatto i fratelli Steinkeller, anche lo trasferitisi a Dubai per le stesse ragioni.

Anche loro di recente finiti nel mirino delle forze dell’ordine, questa volta in Italia.

Da lì, hanno iniziato a promuovere prima Wor(l)d International, poi Omnia Tech, e infine hanno fondato MELiUS.

I fratelli Moyn e Monir Islam erano a capo di “ODT GoPro”, una delle più estese downline di OneCoin nel Regno Unito (a detta loro, comprendeva 26 mila persone).

Tanto da ricevere l’attenzione dei giornali, alla caduta dello schema piramidale.

Ad esempio…

Il Daily Mirror, noto come The Mirror, è un quotidiano britannico di tipo tabloid (l’equivalente di Oggi, Panorama e simili).

Ha dedicato diversi articoli ai fratelli, come puoi vedere dal seguente titolo (gli altri li vedrai tra poco):

Uno dei trucchi usati dai migliori truffatori negli schemi di Ponzi è quello di far sprofondare dolcemente i loro investitori [a cui hanno rubato i soldi], nell’oblio.

Così, i fratelli Islam hanno escogitato un’uscita in due fasi:

Rubare alle persone, e nel frattempo convincerle a rimanere fedeli cagnolini, con un’arte che questi truffatori hanno imparato ad affinare in anni di frodi.

Mentre si facevano fotografare a bordo delle loro lussuose auto sportive, bevendo champagne e mangiando frutti di mare crudi a bordo piscina, si dichiaravano tristemente “vittime della truffa OneCoin”.

Hanno davvero investito tanto anche sui Media, per far circolare articoli a pagamento, in cui si dichiaravano vittime.

Vittime che hanno fatto milioni, senza mai rimborsare nessuno.

Vittime con uno stile di vita da milionari, sbandierato sui Social.

Come puoi vedere dalla foto, la disperazione era palpabile mentre si facevano fotografare con le nuove auto sportive, con tanto di targa personalizzata (nota come le due targhe formano insieme la parola “ODT Go Pro”, il nome della loro struttura).

Quante di quelle 26 mila vittime hanno dovuto perdere i loro risparmi, per permettere ai fratelli di acquistare quelle macchine?

Quanti di quegli utili idioti hanno poi cavalcato gli schemi piramidali successivi, promossi dai fratelli Islam, in modo da permettergli di fare qualche acquisto ancora più costoso?

 

La seconda truffa dei fratelli Islam: MELiUS.

Lanciato alla fine del 2018, MELiUS è partito alla grande, sulla spinta degli investimenti di buona parte dei 26 mila fessi che si erano fatti convincere a tentare di nuovo la fortuna con i fratelli Islam,  seguendo il motto tipico dei Ponzari di lungo corso: “Questa volta andrà meglio, questa è la volta buona anche per te”.

Ma poi il reclutamento ha iniziato a rallentare, per poi crollare alla fine del 2019.

A questo punto, occorre introdurre un nuovo personaggio in questa storia.

È il personaggio che contribuirà a sputtanare MELiUS nel mondo, tanto da costringere i fratelli Islam a cambiar nome alla truffa dopo nemmeno due anni di attività.

Succede infatti che, all’inizio dell’Estate del 2019, i video di un giovane influencer iniziano a spopolare sui Social, tra chi comprende la lingua francese (quindi soprattutto Francia, Svizzera, Canada), tanto da diventare presto virali un po’ ovunque.

Lui si chiama Jean Pierre Franguin, e in questi video, al limite del grottesco, del “cringe”, dell’imbarazzante, cerca di vendere il sogno del lusso accessibile a chiunque, con una grande macchina e uno stile di vita da arricchito.

Vestito in giacca e cravatta e in un ambiente da sogno, si comporta in modo bizzarro e viene persino rimproverato dai passanti di tanto in tanto, per il ridicolo che oltrepassa più volte, come quando spegne un sigaro sulla carrozzeria di una utilitaria, ovviamente non sua.

Le foto e video che carica per mesi sui Social, utilizzano gli stessi stereotipi tipici dei markettari italiani, e servono a comunicare l’immagine di una persona che ha una vita da milionario, tra uno scatto in Supercar e un video in piscina a Dubai.

Qui, l’obiettivo è piuttosto semplice, stimolare il desiderio, nelle persone che guardano il video, di poter avere la stessa vita, gli stessi giocattoli e gli stessi piaceri, come lui, grazie a lui, perché tutto il video si basa su questo: puoi diventare come lui e guadagnare molto denaro.

Ma devi essere in grado di farlo.

E per imparare a farlo, ti basta contattare lui, all’indirizzo e-mail che trovi alla fine di ogni suo video.

Sebbene una persona di media intelligenza prenderebbe questi video per ciò che sono, ovvero video di un truffatore (anche abbastanza ridicolo), devi fare attenzione a non sottovalutarlo.

Questo tipo di personaggi fanno molta presa sul target ideale delle truffe: gli idioti e i disperati.

Come Wanna Marchi ha dimostrato molto bene in passato.

Nei suoi video, il nostro amico dice che se lo seguiamo, potremo “far parte di quel 5% della popolazione che detiene il 95% della ricchezza mondiale”.

Ma cosa dobbiamo fare, dopo averlo seguito?

Non c’è una vera e propria spiegazione, tranne che può essere fatto dal tuo cellulare.

D’altra parte, alla fine di ogni video c’è il suo indirizzo e-mail per contattarlo, in modo che possa spiegare come fare.

Che fosse un modo per reclutare vittime per MELiUS, è stato scoperto da un giornalista del quotidiano francese Le Parisien (Antoine Castagné), che lo ha contattato per saperne di più su questa vita da sogno venduta nei suoi video Social.

Ecco il risultato della sua indagine è disponibile in un video-reportage (in francese):

Se non capisci il francese, non ti preoccupare, ora ti faccio un riassunto:

Il giornalista spiega che dopo aver contattato questo Jean Pierre Franguin, è stato messo in contatto con una persona chiamata Hamza.

A quanto pare, il ruolo di Hamza (ma anche di Franguin), è quello di “Ambassador” per MELiUS; la loro missione?

Quella di “spiegare” alle vittime i passi necessari per illuderli di diventare ricchi e di successo.

In realtà, Hamza è una figura importante, e ben nota, in MELiUS.

Si tratta infatti di Hamza Majdi, vice-presidente delle vendite per il mercato francofono di MELiUS,

Non certo un “indipendente”, ma una figura di spicco, seconda solo a quelle dei fratelli Islam.

Hamza lavora dunque per una società chiamata MELiUS che ha sede a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e ha degli ambasciatori come Franguin in centinaia di Paesi.

Ed offre al giornalista, sotto mentite spoglie, di diventare un trader in pochi clic.

Per farlo, niente di più semplice, non deve far altro che investire in uno dei pacchetti formativi offerti, che vanno da 175€ a 888€, a seconda del pacchetto scelto.

Con questi pacchetti, gli viene promesso di diventare un buon trader molto rapidamente.

Secondo questo famoso Hamza, una volta pagato l’importo, c’è il 100% di possibilità di fare soldi, il che è, come puoi intuire, lontano dalla realtà anni luce.

Il mestiere del trader è molto rischioso, e puoi perdere tutto nel giro di una notte, se non sai cosa stai facendo.

Una volta pagati tutti gli importi richiesti, Hamza poi gli parla di un modo ancora più semplice (e sicuro) per guadagnare rapidamente, che chiama “network marketing”.

Insomma, anziché perdere tempo a studiare e fare trading, ti basta consigliare MELiUS ad altre persone.

Anche perché con il trading rischi di perdere molti soldini, ma se recluti altra gente, e guadagni sulle loro iscrizioni, non rischi nulla.

Si viene incoraggiati ad andare a reclutare due persone, che a loro volta dovranno reclutare altre due persone, e così via.

Ovviamente puoi guadagnare solo da chi acquista un pacchetto di prezzo uguale al tu, o inferiore.

Quindi, se acquisti un pacchetto da 175€, guadagnerai una percentuale solo da chi acquista pacchetti da 175€, ma non da 888€,.

Dunque, le vittime sono tutte incentivate ad acquistare il pacchetto più costoso, per paura di perdere le provvigioni sulla vendita dello stesso.

Questa è pura manipolazione mentale pensata più renderti acquirente e promoter, non certo trader.

La base di qualunque schema piramidale, in sostanza.

Infatti, ora che sei un membro del programma di formazione e paghi un abbonamento mensile a MELiUS, potrai cercare di portare più gente possibile a MELiUS.

Così, appena trovi qualcuno che compra un corso di formazione, ricevi una parte dei soldi, e lo stesso vale se questo cliente recluta un altro cliente, ecc.

Più in alto sei nella piramide, più persone hai “reclutato”, più soldi riceverai, perché quelli che hai reclutato devono reclutare a loro volta

Motivo per cui, l’’azienda e i suoi “ambasciatori” non cercano mai di addestrarti nel trading.

Anzi, fare trading ti viene proprio sconsigliato, perché comunque più rischioso che reclutare altre vittime e guadagnare da loro.

Vogliono solo che tu venda pacchetti di “addestramento al trading”.

Nel video, una testimone del giornalista di Le Parisien racconta di essere rimasto intrappolato in questo schema.

“Dicono che ti aiuteranno, ma in realtà non lo fanno. Non è stato fatto nulla, nessun rimborso. Non avevo entrate, anzi, dovevo pagare un abbonamento senza avere nulla in cambio”, conclude la giovane vittima.

È per questo che Fanguin pubblica video sui social network: in modo da reclutare il maggior numero possibile di creduloni, che comprino i corsi di formazione e diventino a loro volta reclutatori, o meglio “ambasciatori”.

Una bella piramide, come la più classica delle truffe piramidali.

L’azienda MELiUS in un primo momento era stata presentata al mondo come “guidata” dal CEO e co-fondatore Jeremy Prasetyo.

Di Prasetyo c’è poco da dire. Prima di MELiUS, era un mediocre imprenditore e investitore, riciclatosi come motivational speaker. Talmente scarso, che non merita nemmeno una foto, in questa recensione.

Solo unadelle tante copie di Robbins che tanto spopolano nei Ponzi.

Inizialmente gli altri co-fondatori di MELiUS non erano stati resi pubblici, nemmeno sul sito web della società.

La ragione principale è che gli altri co-fondatori di MELiUS erano Monir e Moyn Islam.

Esatto, proprio loro. Quelli originari del Regno Unito, Quelli che quando OneCoin ha iniziato a crollare, sono fuggiti a Dubai.

Come la teatralità di Jean Pierre Fanguin ha costretto MELiUS a cambiare nome in tutto il mondo.

MELiUS sembra aver iniziato il tracollo a fine dicembre 2019.

Quindi quello di Fanguin sembra essere stato il colpo di grazia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, costringendo i fondatori a cambiare vaso,

Purtroppo per MELiUS e per Fanguin, infatti, è bastato poco agli altri giornali, per approfondire la notizia, e scoprire come fosse tutta una farsa, anche la millantata “ricchezza” di Fanguin ottenuta “grazie a MELiUS”.

Tutto è partito dalle infrazioni stradali commesse e documentate in maniera un po’ troppo leggera nei suoi video, che hanno finito per destare la curiosità delle autorità svizzere.

Fanguin, infatti, registra tutti i suoi video proprio in Svizzera.

Finito in tribunale, Fanguin è stato descritto come “disoccupato“.

Senza una patente di guida valida.

La Mercedes-Benz C200 che guida in uno dei suoi video? Appartiene a sua mamma.

Le altre auto mostrate nei video? Tutte a noleggio.

E ad esse veniva poi apposta la stessa targa della Mercedes di sua madre. Cosa illegale, in Svizzera.

A dicembre 2020, il giovane truffatore svizzero è stato condannato a 150 giorni di multa con sospensione della pena carceraria, e l’importo giornaliero è stato fissato in 27,74 euro (circa 4000 euro di multa totali).

Poiché in un primo momento si è opposto a questa sentenza, avrebbe dovuto essere processato in Tribunale il mese successivo, per violazione del codice della strada, guida senza autorizzazione e uso improprio di patenti e targhe.

Ma a causa della pressione mediatica, e alla valanga di insulti ricevuti, ha rinunciato all’appello, ed accettato la prima sentenza.

A Febbraio 2021, ha poi ammesso di considerarsi un “truffatore benevolo”.

“È forte, perché fai finta di essere un truffatore, quindi non pensi di essere un truffatore, e così puoi truffare”

Un mitomane fatto e finito, insomma, come tanti se ne vedono nei Ponzi.

La notizia è stata ripresa da numerose testate in tutto il mondo, soprattutto nel mercato Francese [qui e qui due esempi]

Ovviamente, Fanguin era stato assunto dalla dirigenza come influencer, quindi i fratelli Islam non potevano essere all’oscuro del suo modo truffaldino di reclutare disperati.

Ciò che non potevano immaginare, e di essersi messi nelle mani di un mitomane che ha fatto di tutto per cavalcare il clamore mediatico, a suo vantaggio.

E come intuibile, tutto questo circo mediatico, che Fanguin ha sfruttato per rendere famoso il suo personaggio un po’ buffone, un po’ sbruffone, un po’ truffone, che tanto va di moda su Instagram… è tornato indietro come un boomerang in faccia ai fratelli Islam.

Costringendoli a cambiare nome al network.

Il problema principale, quello che è saltato subito all’occhio dei giornalisti, è che MELiUS non ha la licenza per operare in nessun Paese in cui si promuove e viene promosso da Influencer truffatori come Fanguin, il che significa che sta operando illegalmente.

E MELiUS non potrà mai registrarsi né richiedere licenze, perché ha sempre mentito su come l’azienda produce fatturato.

Se dichiarasse ad uno qualsiasi degli Enti Governativi come effettivamente guadagna, dovrebbe confessare di essere uno schema piramidale.

D’altronde, se fossero davvero così bravi a generare milioni garantiti con il trading, perché dovrebbero perdere tempo a insegnarlo ad altri, in cambio di qualche migliaio di dollari?

MELiUS afferma infatti di operare in 160 Paesi.

Se dovesse fornire documenti a 160 agenzie governative, sarebbe facile per almeno un paio di quelle più zelanti, rendersi conto di avere a che fare con l’ennesimo ponzi acchiappa-gonzi.

E non sarebbe conveniente distribuire mazzette a pioggia in 160 Paesi differenti.

Per questo motivo, la loro unica sede legale verificata era un ufficio virtuale in Gran Bretagna (la sede fisica di Be è a Dubai).

Questo gioco di scatole cinesi tipiche degli schemi piramidali rende impossibile alla Polizia di altri Paesi, accedere agli archivi aziendali.

La verità… è che non c’è modo di consultare i documenti che dimostrerebbero la natura di quest’azienda, e i fratelli Islam non hanno alcun interesse a facilitare il compito alle autorità di vigilanza.

La verità, quindi… è che la maggior parte delle entrate proviene dal reclutamento, di vittime che a loro volta vengono spinte e reclutare altre vittime, il che la rende assolutamente illegale in tutti i Paesi in cui opera.

Motivo per cui è finita su tutti i giornali, con titoli poco rassicuranti.

Prima del clamore suscitato da Fanguin, dalla sua storia e dalle sue parole, infatti, anche il Mirror era tornato a parlare dei Fratelli Islam, e della loro nuova avventura:

È a causa di questa esposizione mediatica incontrollata che MELiUS, lanciata alla fine del 2018, è stata riavviata a fine maggio 2020, e rilanciata con il nome di BE Factor.

Come puoi immaginare, Fanguin non è l’unico a produrre questo tipo di contenuti sui Social, al solo fine di irretire nuove vittime.

Se  cerchi un po’ su Instagram,  troverai molti altri “influencer imprenditori” che ti mostrano una vita da sogno e ti chiedono di essere contattati tramite messaggio privato per avere maggiori informazioni su come puoi farlo anche tu.

La truffa MELiUS prima, e Be oggi, vanno avanti perché le vittime principali sono i giovani disoccupati, senza speranza e senza risorse a causa della pandemia, che passano molto tempo su Instagram, o Snapchat, o Tiktok, dove vengono pubblicati questo genere di video.

Alla ricerca di soldi facili e veloci, questi giovani possono facilmente cadere nella trappola tesa da false promesse e teatrini costruiti solo per ingannarli e irretirli.

Be sarebbe stato lanciato durante una web call  il 22 giugno 2020.

Un webinar online in cui tutti i membri di MELiUS erano  stati invitati ad ascoltare le novità in arrivo.

La terza truffa dei fratelli Islam: Be (Factor) / Be (Rules).

E infine, arriviamo a Be.

Il dominio del sito web (“befactor.com“) è stato acquisito solo il 26 marzo 2020.

Il sito nomina Moyn Islam come Presidente e CEO, Monir Islam come CVO, e Ehsaan B. Islam come CTO.

Tutti e tre vengono indicati come co-fondatori della società.

Di base, l’azienda offre vari servizi più o meno sensati, più o meno già visti.

Soprattutto, servizi che altrove troveresti gratis.

Dato che molti dei servizi offerti da Be sono stati ereditati, con quale cambio nome, da MELiUS, che è crollato, sappiamo già che non sono servizi che al mercato interessano.

Sono solo roba che serve a far volume per giustificare nella mente ei gonzi la spesa mensile in un abbonamento che alla fine non ti offre nulla, se non la possibilità di reclutare altri gonzi che pagheranno un abbonamento mensile per non ricevere nulla in cambio.

Come detto, l’offerta relativa a trading e viaggi in Europa in genere, e in Italia in particolare, è regolamentata da norme severe, e né MELiUS né Be hanno mai posseduto le licenze per operare in quei settori.

Di fatto ti abboni solo per poter ottenere il diritto di reclutare altri e guadagnare sui loro abbonamenti.

Be è destinato a crollare entro un anno o due, come già successo per MELiUS.

Le cose rimarranno a galla fino a quando il reclutamento di nuovi fessi reggerà, dopodiché arriverà il nuovo crollo.

Il problema di fondo è il servizio venduto non è appetibile per i clienti finali.

Quindi è solo la scusa per reclutare altri illusi, e visto che l’unico modo di fare soldi che ti resta è reclutare, non farai altro che concentrarti su quello.

Arrivando a mentire, a vendere una vita che non puoi permetterti, sperando di diventare un giorno come i fratelli Islam, senza finire in galera nel frattempo.

I fratelli Islam hanno investito molto più per coprire le loro malefatte passate, che per creare un’azienda e un prodotto o un servizio che avessero ragione di esistere nel mercato moderno.

Alcuni esempi di articoli a pagamento, pensati per posizionarsi in alto sui motori di ricerca, per gettare fumo negli occhi dei gonzi:

Anche la copertina di Forbes di cui tanto amano parlare, in realtà non è una copertina, ma un annuncio a tutta pagina, a pagamento, pubblicato su Forbes.

Hanno addirittura creato un sito acchiappa-gonzi, per cavalcare questa falsa “copertina”.

Parliamo d qualcosa che hanno comprato con i soldi delle loro vittime. Che usano per fare nuove vittime.

Nulla di cui andare fieri, o di cui vantarsi, direi.

Non è escluso nemmeno che a breve cambino di nuovo nome.

Anche in questo caso, il Mirror ha dedicato loro un articolo:

Ti traduco quanto scrive il giornalista:

Attenzione India, ecco che arrivano i fratelli Islam, londinesi con un deprimente primato nell’ appioppare disastrosi schemi Ponzi agli incauti.

Mi sono imbattuto per la prima volta in Moyn e Monir Islam quando strombazzavano le meraviglie di OneCoin ai raduni per il reclutamento.

Questo doveva essere un miracolo di investimento in criptovalute, ma si è rivelato essere una frode globale da 3 miliardi di sterline. La capobanda, la quarantenne Ruja Ignatova, è ancora in latitanza.

Poi sono passati a uno schema che vendeva “tecnologia indossabile”, come orologi da polso che misuravano la frequenza cardiaca. Hanno promesso agli investitori che il marchio Helo della World Media & Technology Corp sarebbe “assolutamente” valso 2 miliardi di sterline entro quest’anno.

Nel frattempo è scomparso.

Poi è arrivato Melius, e questa volta il fratello numero tre, Ehsaan, si è unito a Monir e Moyn.

Melius doveva vendere software per il trading di valuta, ma in realtà non era altro che uno schema piramidale in cui si otteneva una percentuale per il reclutamento di altri.

“Questa azienda produrrà più milionari di qualsiasi altra azienda che io conosca”, dichiarava Monir all’inizio di quest’anno.

Un articolo pubblicitario sulla rivista d’affari Forbes insisteva: “Stanno per costruire un’azienda da un miliardo di dollari in tre anni”.

Il loro video promozionale prometteva che sarebbe stato “il prossimo grande gigante dell’industria” insieme a Apple, Microsoft e Amazon.

Ora farete fatica a trovare qualsiasi prova della sua esistenza.

Il che ci porta alla loro follia più recente, chiamata Be, e un altro pezzo pubblicitario su Forbes.

Questa volta è nell’edizione indiana, il che suggerisce che si sono spostati dal Regno Unito, che conta 66 milioni di abitanti, a un paese con una popolazione di 1,3 miliardi – che è un sacco di gente potenziale in più a cui rivolgersi.

“I giovani imprenditori new-age Monir Islam, Moyn Islam e Ehsaan Islam, provenienti dal Regno Unito, hanno messo in piedi un’idea rivoluzionaria e l’hanno trasformata in una società fiorente e di successo chiamata Be”, dice il nuovo pezzo di Forbes.

Moyn è nominato come presidente e amministratore delegato, Monir è il chief visionary officer – sì, davvero – e Ehsaan è chief technology officer.

Intuisco che Forbes si vergogni di pubblicare queste sciocchezze, poiché stampa in grassetto un disclaimer in basso che recita: “Nessun giornalista di Forbes India è stato coinvolto nella scrittura e produzione di questo articolo”.

Questo non impedisce ai fratelli Islam di travisare la cosa sostenendo sul loro sito web befactor.com che sono stati “riconosciuti da Forbes come leader nell’innovazione”, e insistendo che alcuni membri guadagnano circa 270.000 sterline al mese.

Ho chiesto ai fratelli Islam di fornire prove di questo successo, ma non mi hanno risposto, e poiché Be ha sede a Dubai, non ci sono conti societari disponibili al pubblico.

Il sito web non è di grande aiuto, parlando vagamente: “Il nostro ecosistema unico fornisce un’opportunità per le persone di tutti i ceti sociali di costruire e possedere un business dai loro smartphone mentre vivono la loro vita migliore”.

Ma rivela come gli affiliati ottengano commissioni dal reclutamento di altri, e più provvigioni da chiunque recluti a sua volta.

Così, quando si toglie tutta la maschera del ” Sii un uomo migliore per un domani migliore”, tutto ciò che si ha è un altro schema Ponzi.

In uno dei loro inserti su Forbes i fratelli raccontano come hanno lavorato in precedenza in ristoranti, negozi e come tassisti, ma si sentivano “soffocati” e “credevano di essere destinati a cose più grandi nella vita”.

Che è il loro problema.

Non c’è niente di male nel guadagnarsi una vita onesta, ma i fratelli Islam sono troppo illusi o arroganti per provarci.

Be Factor segnalato come “non autorizzato” in Canada.

Ho successivamente ricevuto una mail da Befactor che non ha risposto a nessuna delle domande che ho posto e mi ha accusato di “fare un sacco di accuse senza alcun fondamento”.

Ad aprile 2021, Il sito Be Factor è stato fatto sparire, e sostituito da Be Rules, a seguito di un “avviso” pubblicato dalla Consob Canadese.

Motivo per cui hanno scelto di cambiare nome in “Be Rules“.

Aggiornamento:

Da qualche mese, hanno creato un nuovo dominio, “Be To Inspire“.

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