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Recensione HyperFund: Tutti i dubbi, le evidenze e le ombre del progetto.

Attenzione! In questo momento l’azienda è sotto indagini per frode finanziaria nei seguenti Paesi:

  • Regno Unito,
  • Germania,
  • India,
  • Nuova Zelanda,
  • Nepal,
  • Bermuda,
  • Baliato di Guernsey.

Negli stessi Paesi, è stata dichiarata illegale per mancanza delle licenze necessarie e/o per schema piramidale.

In India, sono scattati i primi arresti.

In Australia, l’azienda è stata dichiarata fallita dalla Corte Suprema, per debiti.

Inizio chiarendo che sono considerazioni basate sulle evidenze e sui dati trovati durante le mie ricerche su questa “opportunità”.

Quindi non devi prendere tutto per oro colato, ma solo come linee guida per analizzare al meglio questa opportunità.

Prenditi il tempo di fare le tue considerazioni, e in generale ti consiglio di non investire mai soldi che non puoi permetterti di perdere!

Per comprendere appieno se HyperFund sia o meno una truffa, occorre risalire alle origini dell’azienda e del suo fondatore

Occorre raccontare una storia, la storia di un token, che ha generato ben 4 tentativi di truffa, e di 4 amici, intenzionati a far fruttare quel token, a qualunque costo.

Spingendosi oltre i limiti del legale, e sconfinando nella truffa, nello schema piramidale, nel Ponzi.

Una storia fatta di tanti marchi, nomi di aziende e etichette, tutte create con l’intento di gettare fumo negli occhi delle vittime, e rendere il più complicate possibili le indagini delle autorità di controllo.

Un giochino già visto anche in Lyoness, che gli ha consentito di portare avanti la truffa per oltre un decennio, quindi presta bene attenzione.

Abbiamo un Fondatore principale, Ryan Xu, e due sgherri:

  • Sam Lee
  • Allan Guo

Ai quali fanno capo tutti i marchi e le aziende citate, e che di lavoro fanno i truffatori nel mondo delle cripto.

Gli altri nomi che circolano sono personaggi secondari, burattini, di facciata, quindi ci concentreremo solo su loro tre.

Abbiamo un token, HyperCash, che è la scusa, la facciata di comodo, con cui i truffatori a capo del progetto raccolgono denaro dalle vittime.

E abbiamo tante promesse, e la creazione di un ecosistema, basato su questo token, vendute con un sistematico approccio truffaldino alle vittime non diverso da ciò che fu quello tipico di OneCoin.

Abbiamo poi una lista di aziende coinvolte, la cui parte, più o meno consapevole in questa enorme truffa, spiegheremo meglio nel corso dell’articolo.

Non descriveremo i singoli servizi, nè il piano compensi, perché NON sono funzionali alla comprensione della truffa.

Premessa importante.

HyperFund viene venduta come DeFi.

In realtà, ha tutte le caratteristiche di una CeFi.

Se non conosci la differenza, non dovresti investire in cripto prima di aver compreso questo concetto.

Per fartela breve, in una DeFi, il tuo denaro resta tuo, anche se in forma di cripto, e ciò che ti viene concesso è uno strumento tecnologico per gestirlo.

Se la DeFi chiude, non sparisce anche il tuo denaro.

In una CeFi, invece, tu affidi il tuo denaro a terze persone, che lo gestiscono per te.

Tu cedi ai gestori il controllo del tuo denaro, e sono loro a decidere se e quando puoi riaverlo.

Se la CEFi chiude, o spariscono i fondatori, il tuo denaro sparisce con loro.

Quindi, HyperFund è una CeFi a tutti gli effetti.

 

La storia di Ryan Xu: cosa sapere.

Quindi, partiamo dal fulcro di tutto.

Partiamo da Ryan Xu, e dal suo token  HyperCash.

Il protagonista principale è lui, il fondatore, Ryan Xu.

Zijing (Ryan) Xu è il co-fondatore, insieme a Sam Lee e Allan Guo, di Blockchain Global (chiamata in precedenza Bitcoin Group), di Collinstar Capital, una società finanziaria in Australia, e di Rongyitou Internet Financial Services Co. Ltd., una piattaforma di gestione patrimoniale in Cina.

Il signor Xu, come da sue dichiarazioni, si è laureato alla Shanghai Jiao Tong University in Cina con una laurea in informazione elettronica e ingegneria elettrica.

E i primi fallimenti iniziano già ad un anno dalla fondazione di Bitcoin Group.

Ryan Xu è davvero un volto prestigioso nel mondo delle Cripto?

Il problema, quando si ha a che fare con personaggi cinesi, è la complessità della traduzione, anche in fase di ricerca.

Ma come è possibile notare su molti articoli online disponibili in Cinese, che nei prossimi giorni provvederemo a tradurre in italiano, Ryan Xu non ha affatto un buon nome, né in Cina, né in Australia (per tradurli, copia e incolla il link in google traduttore):

  • https://www.dyhzdl.cn/k/doc/e33c906ef8d6195f312b3169a45177232e60e46c.html
  • https://www.fengli.com/news/23217455.html
  • https://www.xuehua.us/a/5eb6c9f886ec4d3b435d4bce
  • https://www.520zuowens.com/zhidao/1214761.html
  • https://www.gywlwh.com/fanwen/161184.html
  • http://www.wangzhuanss.com/baike/2195.html
  • http://qkl12315.com/archives/2148
  • https://www.tuoluocaijing.cn/article/detail-1051.html
  • https://www.tuoluocaijing.cn/article/detail-10007169.html
  • https://www.528btc.com/person/2798.html
  • https://m.sohu.com/n/529312958/?wscrid=95360_5
  • https://www.pintu360.com/a44544.html?s=10&o=0

Ma procediamo con ordine.

Il primo fallimento cripto di Ryan Xu: Bitcoin Group.

Bitcoin Group è la prima e anche una delle più grandi aziende di “estrazione delle cripto”, in Australia.

Nell’ottobre 2014, annuncia di voler lanciare un’IPO, per raccogliere capitali.

Il tentativo però viene ritardato dall’Antitrust Australiana, per ben due volte, poiché mancano valutazioni oggettive del progetto da parte di esperti qualificati.

Tutti i documenti prodotti infatti si basano su considerazioni e promesse e speranze dei fondatori, senza nessun riscontro esterno.

Dopo almeno 3 tentativi falliti come IPO, Bitcoin Group decide di lanciarsi come ICO, per aggirare il blocco dell’ASIC, con una valutazione NOMINALE di 100 milioni di dollari.

Il loro obiettivo è di raccogliere almeno 20 milioni di dollari da azionisti terzi, ma ne riescono a raccogliere solo 6, meno di un terzo di quanto sperato.

Ed è qui che iniziano i guai.

Qualche mese dopo, la Bitcoin Group è costretta ad abbandonare i suoi piani, poiché dimostra alle autorità di non poter aderire ai requisiti normativi.

A quel punto, Bitcoin Group viene costretta a rimborsare i quasi 6 milioni di dollari agli investitori.

Nell’agosto 2016 Bitcoin Group viene rinominato Blockchain Global.

La prima truffa cripto di Ryan Xu: ACX Exchange.

Fallita la possibilità di quotarsi in borsa, il trio tenta di lanciare una piattaforma Exchange, ma anche questo progetto pare far acqua da tutte le parti.

Dopo il lancio, e la raccolta di milioni dai clienti, Blockchain Global nel febbraio 2017 raggiunge un accordo con Digital X per assorbire la piattaforma di scambio blockchain di quell’azienda, chiamata “Digital X Direct”.

Contrariamente a quanto viene dichiarato dai Promoter della truffa HyperFund, ciò che fanno Ryan Xu e soci è acquistare da Digital X il loro pacchetto clienti, che spostano da Digital X Direct a Acx Exchange.

Con i clienti, ovviamente, incamerano anche i loro wallet e quindi, le cripto detenute da ogni utente, come spiegato qui.

E qui avviene il secondo fallimento, che in realtà sembra nascondere la prima vera truffa.

Infatti, la piattaforma sviluppata collassa misteriosamente, da un giorno all’altro, e i wallet dei clienti vengono congelati.

“Dodici mesi dopo che la piattaforma di criptovaluta ACX con sede a Melbourne ha cessato di funzionare e ha congelato i conti dei suoi utenti, gli investitori coinvolti nella debacle non sono stati i primi a sapere cosa è successo.

Si ritiene che circa 200 investitori abbiano perso fino a $ 10 milioni in questo piccolo angolo del selvaggio West del mondo degli investimenti.

ACX è stato bandito a vita dall’ente di punta del settore, mentre il regolatore di intelligence finanziaria AUSTRAC ha revocato la licenza di valuta digitale utilizzata dalla piattaforma”.

Come fanno notare alcuni commentatori, per cercare di salvare il nome dell’azienda, da un giorno all’altro, la proprietà della piattaforma passa da  Blockchain Global a un’azienda nota come Peak Trading Group Pty Ltd,  priva però di licenze, nella speranza forse di salvare il nome (e la licenza) di Ryan Xu e soci.

Ma il giochino non riesce, e in seguito al crollo della piattaforma, il Governo ritira la licenza a Ryan Xu.

Anche la Peak Trading Group Pty Ltd subisce la cancellazione della licenza

Il crollo fa parecchio scalpore, visto che non solo i conti vengono congelati, ma gli uffici vengono svuotati dall’oggi al domani.

Sebbene Ryan Xu neghi qualunque responsabilità o coinvolgimento con la Peak Trading, indovina chi risulta sui carteggi ufficiali, tra i nomi di riferimento dei liquidatori?

Proprio lui, il nostro Allan Guo, come puoi leggere qui.

Anche Sam Lee cerca di negare ogni responsabilità, come puoi leggere qui e qui.

Insomma, dopo essersi vantati per mesi di aver acquisito Digital X, alla fine negano di averne mai gestito i fondi o i portafogli clienti.

Il gioco delle scatole cinesi del trio inizia qui.

Come mai i tre non sono finiti in galera? Perchè le indagini risultano ancora in corso. Nel frattempo, i soldi non sono stati ritrovati, e le vittime non hanno ricevuto alcun rimborso, nonostante le varie promesse del trio truffante.

E’ a questo punto che da semplice nerd appassionato di cripto, e senza più la licenza per operare in quel settore, Zijing (Ryan) Xu decide di lanciarsi nel mondo degli schemi piramidali.

Nel Febbraio 2017, infatti, ha luogo la seconda truffa “mordi e fuggi” ad opera di Ryan Xy e soci.

La seconda  truffa cripto di Ryan Xu: Media Chain.

Mentre si preparava a lanciare HyperCash, nel 2017 Ryan Xu si dedicava a raccogliere fondi per Media Chain, un’opportunità destinata ai soli investitori Cinesi.

Media Chain prometteva di creare un’applicazione decentralizzata (dApp) focalizzata sull’industria cinematografica e televisiva.

Sfruttando la tecnologia blockchain, il progetto si impegnava a semplificare il processo di investimento, produzione e distribuzione dei film.

Il token che ha lanciato si chiamava MDC.

Dopo aver raccolto investimenti da circa 390 vittime, Ryan Xu e soci hanno venduto tutte le cripto che sarebbero servite a sviluppare il progetto Media Chain, per un valore totale di 100 milioni di Yuan (quasi 15 milioni di dollari), e sono scomparsi nel nulla.

Lasciando a bocca asciutta gli investitori.

Jingtum Technology, uno dei partner che sul sito MediaChain risultava sostenitore di MediaChain, chiarirà poi di non aver mai avuto alcun legame con questo progetto.

La terza truffa cripto di Ryan Xu: il lancio di Hshare/Hcash.

È a questo punto che Ryan Xu e soci capiscono che è più facile ingannare i gonzi con le cripto, che convincerli ad investire in progetti di sviluppo.

Anziché inventarsi un token tutto loro, come prodotto di front end, decidono di copiare una cripto già esistente, Decred, (trovi le analisi nei quattro articoli seguenti):

A questo punto tocca costituire una nuova società, per non compromettere ulteriormente il nome di Blockchain Global in Australia.

Ecco perchè nasce Hcash Tech Pty. Ltd.,

“una società tecnologica australiana che fornisce servizi di consulenza tecnologica, ha fornito assistenza tecnica nello sviluppo dell’ecosistema parallelo a doppia catena e doppio token ed è un investitore nel gigante Blockchain, HCASH. Hanno lavorato a stretto contatto con HCASH per lo sviluppo e continueranno a farlo in futuro”.

E chi è il co-fondatore? Ovviamente Ryan Xu.

Questa volta, anziché ricorrere ad una ICO, si affidano al mondo del “network marketing”, dietro cui nascondono però un Ponzi, potendo così saltare il controllo delle autorità australiane.

Il 31 agosto del 2017, Hshare vanta la raccolta di ben 1 miliardo e 100 milioni di dollari.

Dopo nemmeno un mese, perde oltre un miliardo di valore, finendo poi a ZERO.

A questo punto, tocca cambiare nome, e riavviare il Ponzi, per catturare nuove vittime, e magari convincere le precedenti a reinvestire, per recuperare quanto perduto.

Ricorda che parliamo di gonzi, ignoranti e avidi, è facile manipolarli, se sei un truffatore.

La quarta truffa cripto di Ryan Xu: HShare riparte come HyperCapital.

Ryan e soci cambiano semplicemente nomi, fondano nuove aziende; dichiarano il fallimento del precedente progetto, e ricominciano a raccogliere fondi.

Non potendo metterci nomi e faccia del precedente fallimento, tocca reinventarsi.

Ed è qui che salta fuori per la prima volta il nome di CollinStar America, come responsabile del progetto HyperCash/ HyperCapital.

Per intenderci, visto che i nomi iniziano a diventare troppi.

  • HyperCapital è il nome dello schema piramidale
  • HyperCash il nuovo nome della shitcoin
  • CollinStar l’azienda dietro lo schema piramidale e dietro la shitcoin.

Una presentazione di marketing di HyperCapital del tempo affermava come l’azienda fosse stata “fondata da giganti dell’industria crittografica”.

Peccato che da quanto abbiamo appreso finora, fossero giganti della truffa.

Il primo post su Facebook a nome dell’azienda è del 24 novembre 2017.

Si scopre che Collinstar (una società con sede a Melbourne in Australia) ha finanziato Hcash e sono loro a tirare le fila.

Collinstar si vanta inoltre di aver stabilito dei rapporti con le università per sviluppare Hcash.

In realtà, in linea con i principi tipici del marketing delle truffe, Ryan Xu capisce che tutte le truffe legate al suo nome, su internet, sono facilmente verificabili, ed ha quindi bisogno di sangue fresco, e quindi di prendere a prestito il “buon nome” di altre istituzioni esistenti, per ammantare di credibilità le sue truffe.

Per questo, decide di donare una parte dei soldi rubati alle vittime per finanziare alcune ricerche universitarie su Hcash, che ricordiamo essere nient’altro che la copia di un altro progetto esistente.

Infatti, chi è il “Managing Director” di Collinstar?

Esatto, il nostro Ryan Xu.

 

 

Gli altri due soci in CollinStar chi sono?

Proprio loro, sempre loro: Sam Lee, e Allan Guo. Già compari di Ryan Xu in Bitcoin Group.

Quindi CollinStar e Bitcoin Group sono due società diverse solo in apparenza, e guidate dagli stessi truffatori.

Non sono aziende terze che hanno dato fiducia al progetto di Ryan Xu.

Le ha letteralmente fondate lui.

Inoltre, che Hshare/Hcoin e HyperCash siano la stessa shitcoin è notizia pubblica, come dichiarato sullo stesso sito ufficiale:

Ed ecco cosa succede. Che il titolo, semplicemente, in meno di 6 mesi, collassa di nuovo.

Facendo perdere quasi due miliardi agli investitori.

L’avventura di HyperCapital finisce ufficialmente ad aprile 2021, e HyperTech riavvia la truffa con il nome di HyperFund.

La quinta truffa cripto di Ryan Xu: HyperCash riparte come HyperFund.

E finalmente arriviamo a HyperFund.

Dopo ben tre tentativi di lancio della shitcoin, che raccoglie soldi dai gonzi, ma di fatto non riesce mai a espandersi a macchia d’olio (sono relativamente pochi i creduloni che investono per tre volte nella stessa truffa), Ryan Xu decide che è meglio abbandonare l’idea della coin, e passare a qualcosa di più fumoso, più evanescente.

Perché un investitore che vede crollare il valore delle sue monete, non lo puoi intortare più di tanto.

Ma se non gli dai modo di VEDERE realmente su Cosa STA INVESTENDO, e da cosa guadagnerà, ecco che il gioco si semplifica.

Inoltre, a fine del 2020, Binance ha delistato HyperCash dal suo parco cripto, confermando la natura discutibile del progetto.

Ecco perché HyperFund non si basa più sul semplice valore di una cripto, di un token o che dir si voglia, ma cerca di “vendere” un ecosistema digitale basato sulla blockchain, che poi è ciò che hanno fatto altri schemi piramidali prima di loro anche in Italia (vedi Neworkom).

 

 

Adesso che ti ho ben spiegato le basi da cui parte HyperFund, andremo a smontare singolarmente tutte le bugie che vogliono propinarti i Promoter di questo Ponzi.

HyperFund segnalata come Illegale nel Regno Unito.

HyperFund sembra essere illegale in Italia, poiché priva di qualunque licenza ad operare in Italia, in Europa, nel Mondo, come testimonia la recente segnalazione come “azienda non autorizzata” dell’Antitrust inglese.

Alcuni promoter hanno avuto da ridire su questa segnalazione, usando come scusa che si tratterebbe del sito di un affiliato, e non del sito madre.

Questo è normale, nel caso di Hyperfund.

Per una semplice ragione. Il sito TheHyperfund non parla di investimenti in nessuna pagina.

L’autorità agisce per segnalazione, e il sito segnalato di riferimento era HyperFund.online.

Aggiornamento settembre 2021:

L’Antitrust inglese, a conferma di quanto da noi scritto, e per smentire le voci che a essere bloccato fosse solo il sito dell’affiliato, e non quello ufficiale di HyperFund, ha aggiornato la pagina:

La nuova truffa: HyperDAO.

Avendo toccato il fondo con le precedenti Shitcoin, è stato creato un nuovo token acchiappa-gonzi, chiamato HperDAO.

Secondo le promesse, HyperDAO…

“mira a stabilire un ecosistema DeFi (Decentralised Finance) completo, fornendo ai clienti un’infrastruttura finanziaria decentralizzata”.

Peccato che, come puoi vedere dal grafico, i movimenti su questa token sono ridicoli, nonostante i millantati alti rendimenti.

Le stesse Coinbase e Binance rifiutano di offrirla ai propri clienti.

HyperDAO è solo una scusa una scusa per impedire agli affiliati di ritirare il 20% delle provvigioni guadagnate su altri gonzi.

Nuove scatole cinesi sono state create, nel frattempo, per gettare ulteriore fumo negli occhi di autorità e vittime:

  • HyperPay
  • HyperFin
  • HyperBC
  • HPX
  • HyperMining
  • HyperTalk
  • HyperNews
  • HyperMall
  • HyperShow

Questo è uno schema tipico di truffe simili a HyperTech: almeno 150 società di comodo risulterebbero oggi registrate sotto il nome di Ryan Xu.

Eccetto HyperPay, la borsa interna di HyperTech, le aziende legate all’ecosistema HyperX o non esistono effettivamente, o non stanno effettuando nessuna reale operazione.

Né HyperTech, né HyperFund, ne nessuna delle altre 150 associate a Ryan Xu sono registrate presso la SEC.

Né in altri Paesi.

Ricordiamo inoltre che l’unica licenza che Ryan Xu aveva, in Australia, è stata ritirata a causa della sua prima truffa.

Questo significa che Xu e le sue società stanno promuovendo una frode sugli investimenti.

Nuovo semestre, nuova truffa: HyperMining.

E’ imbarazzante la velocità di moltiplicazione delle truffe che riescono a lanciare i tre di Ryan Xu ogni semestre.

La nuova frode si chiama “HyperMining”, e ne parliamo qui.

HyperFund in crisi, si prepara all’ennesimo riavvio. Arriva FomoEX.

HyperFund da qualche mese è in crisi di liquidità, tanto da aver dovuto bloccare i pagamenti giornalieri sopra i 50 dollari, in alcuni Paesi.

Inoltre, numerosi conti risultano congelati, e diversi affiliati sono stati bloccati per evitare che ritirassero i loro soldi.

Ecco perchè di recente, a Dubai, 400 Top Promoter HyperFund sono stati invitati da Sam Lee al lancio di FooEX.

Qui la notizia.

La crisi è ancora più evidente se si guarda ai Paesi da cui proviene la maggior parte dell’interesse per l’ecosistema Hyper:

Due parole su MOF…

Anche la cripto Molecular Future (MOF), terza cripto di riferimento per le vittime di Xu, è sempre stata ignorata dal mercato.

Guarda caso, tutti i movimenti di mercato relativi, corrispondono ai due periodi in cui è stata riavviata la truffa: il primo a settembre 2019, fino al crollo di giugno, e il secondo a marzo 2021, segno che gli unici che stanno acquistando, sono gli stessi gonzi che credono ancora alla favola dell’Albero degli Zecchini di Pinocchio.

Da notare che sul sito ufficiale, www.molecular.cc, Ryan Xu venga ancora indicato come titolare della “prima licenza di impresa Blockchain approvata dal governo al mondo”, ritirata al crollo della sua prima truffa, ACX.

 

 

I Claim Ingannevoli di HyperFund…

HyperFund guadagna perchè le sue cripto acquistano valore.

Falso. Tutte le cripto collegate a HyperTech Group sono morte o morenti. Gli unici movimenti sono eseguiti dalle vittime all’interno della stessa piattaforma, ma nessuno all’esterno è interessato a tradare o accumulare le loro cripto, come si può notare dal valore degli scambi disponibile sugli Exchange,

Ricordiamo che la stessa Binance le ha eliminate dalla lista di monete tradabili, proprio per l’evidenza della truffa.

 

“HyperTech Group è un gruppo di servizi tecnologici blockchain completo e diversificato, che riunisce le risorse delle sue 5 società quotate e più di 300 istituti di investimento”.

Falso. HyperTech Group è una scatola vuota, priva di reali asset tecnologici, non ha nessun istituto di investimento alle spalle.

 

Attraverso l’integrazione delle sue risorse come fondi, progetti, mercati, talenti e il collegamento di attori del settore sia a monte che a valle, HyperTech Group ha stabilito con successo un modello di business forte e innovativo.

Falso. Il modello di business è basato sulla raccolta e sottrazione dei risparmi delle vittime, spinte ad investire nello schema piramidale.

 

HyperTech ha creato una catena di fornitura digitale integrata e stabilito competenze chiave per promuovere lo sviluppo e l’adozione della tecnologia blockchain a livello globale.

Falso. Non c’è nessuna blockchain, nessuna promozione della tecnologia blockchain in gioco. Solo raccolta di risparmi a danno delle vittime.

 

Attraverso partnership strategiche con Hyper Capital, grandi aziende, istituzioni di investimento, organizzazioni di assistenza pubblica e dipartimenti governativi, HyperTech Group promuoverà lo sviluppo diversificato della catena tecnica di HyperTech e costruirà il proprio sistema di sviluppo strategico del settore digitale del Gruppo.

Falso. HyperCapital non ha partnership con nessun governo, istituzione o organizzazione. Tutti i presunti partner sono scatole vuote controllate dagli stessi fondatori di HyperCapital.

 

Per l’adozione, HyperTech prevede di acquisire più di 300 entità registrate nell’arco di 5 anni (inclusi negozi Mars Home Flagship, negozi di marchi, centri di esperienza ecc.), Per portare oltre 30 milioni di nuove persone nel settore blockchain, con una piattaforma di servizi one-stop da un’alleanza tra le filiali Mars Home, HyperLand e HyperCapital.

Falso. Tutto il denaro acquisito viene intascato dai fondatori, e parte usato per pagare i promoter dello schema piramidale.

 

Il core business di HyperTech si concentra fortemente sull’adozione di applicazioni blockchain. Collegando gli attori del settore blockchain sia a monte che a valle con strategie diversificate profondamente coltivate, HyperTech ha sviluppato un ecosistema unico nel suo spazio applicativo, che copre la gestione degli investimenti, mining, giochi, istruzione, media, portafogli, e-commerce e altri campi.

Falso. Supercazzola per nascondere la natura piramidale della proposta di investimento. Non esistono prove tangibili dell’esistenza di questo ecosistema.

 

Tutti i siti, applicazioni e software sono solo dashboard di consultazione, senza una reale applicazione o funzionalità.

HyperTech Group ha un forte team di analisti di investimento dedicato alla scoperta di “unicorni” del settore e ha investito con successo in progetti che hanno generato rendimenti di oltre 100 volte.

Falso. Non vi sono prove documentate su questa affermazione. Un’azienda seria si vanterebbe di questi successi facendo nomi e cognomi, non con una frase generica del genere.

 

HyperGroup possiede il 3% di Binance

Falso. Tant’è che Binance ha delistato HyperCash dal suo parco cripto, confermando la natura di truffa a tutti gli effetti.

 

I falsi claim su Ryan Xu, fondatore.

Di lui abbiamo già parlato ampiamente. Ogni affermazione che viene fatta circolare su di lui dai Promoter di questa truffa è fuorviante o palesemente falsa.

“Vanta diverse società quotate nella borsa Australiana”

Falso. Come abbiamo già visto. Non ha aziende quotate in borsa.

Allo stato attuale, Xu è famoso in Cina solo per aver truffato con le false cripto di cui era “ANGEL INVESTOR”  gli investitori cinesi, per milioni di dollari.

 

“Ryan Xu è angel investor in 12 dei 20 migliori progetti”.

Falso. Non esistono prove di questa dichiarazione.

 

“Ryan Xu è angel investor di Binance e ZB”.

Falso. Non esistono prove nemmeno di questa dichiarazione.

 

“Ryan Xu è autore del libro raccomandato da CCTV “The Blockchain Future”.

Falso. Non esistono prove che CCTV raccomandi questo libro e, a dirla tutta, non esistono prove che il libro sia effettivamente stato pubblicato.

L’unico libro attribuibile a Ryan Xu, è un auto-pubblicato di 58 pagine, uscito a giugno, dal titolo:

Bitcoin Secrets: An Absolute Beginner’s Guide For What You Need To Know About Bitcoin, From Acquiring Bitcoin To Earning From It.

 

“Ryan Xu è principale azionista di 5 società quotate”.

Falso. Ryan Xu non ha società quotate in Borsa. In nessuna Borsa. Né possiede licenze per farlo.

 

I falsi claim su Sam Lee, co-fondatore.

Ha avuto molte riconoscenze e fatto moltissime interviste in occasione di eventi tecnologici Blockchain di alto livello oltre a conferenze internazionali. Fondatore e CEO di Blockchain Centre, una rinomata azienda blockchain. Leader di spicco del settore con molteplici note chiave e impegni in rinomate conferenze internazionali.

Falso. La sua” fama” si limita alle disavventure con Blockchain Global e alle truffe compiute insieme al suo compare Xu, di cui ampiamente discusso.

I falsi claim di Helen Hope.

Di recente, Helen Hope Hill è stata nominata “responsabile per la compliance” di HyperFund.

Nonostante questa sua qualifica, non esiste un track record o un curriculum che la identifichi come esperta o qualificata per il ruolo che dovrebbe ricoprire.

E da quanto riscontrato, ha diffuso una serie di claim falsi (e illegali) sull’azienda in una sessione di domande/risposte.

Vediamoli nel dettaglio.

(Il video è disponibile a questo indirizzo).

[8:36] Quando guardi il contratto di servizio, quel documento … è stato redatto dai fondatori e dal loro consulente legale,  insieme a un paio di avvocati della Federal Trade Commission negli Stati Uniti  e al consulente legale per le agenzie di regolamentazione in altre due giurisdizioni.

Falso. Nessun ente di regolamentazione come la FTC, o la SEC, mette a disposizione i suoi “avvocati” per redigere documenti. Il loro ruolo è di vigilanza e controllo, non di consulenza.

Non è mai stato fatto per nessuna azienda, figuriamoci per HyperFund, che infatti non ha licenze per operare negli Stati Uniti.

[9:09] Si sono seduti e hanno redatto questo documento, che renderebbe il piano di ricompense di HyperFund assolutamente legale in ogni giurisdizione del mondo.

Falso. Il piano compensi di HyperFund, essendo basato totalmente su guadagni passivi e reclutamento di altri Promotori, è illegale non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia. Motivo per cui non hanno licenza nemmeno in Italia.

Implicare, o affermarlo apertamente come fa Hope in questo video, che i regolatori statunitensi abbiano firmato un’azienda è non solo falso, e quindi illegale, ma è anche una bugia tipica degli Schemi Piramidali.

I tipici promotori di schemi Ponzi, cercano sempre di pubblicizzare la presunta cooperazione o l’approvazione con i regolatori, per indurre i consumatori a partecipare a schemi fraudolenti basati su queste false promesse.

I falsi claim sulle società del gruppo HyperTech.

Le società che compongono la community di Hyper Capital sono:

Digital X  – Collinstar Capital – Blockchain Global – BlockChain Center

Falso. Digital X nega qualunque rapporto con HyperTech Group, come da loro dichiarato sul sito ufficiale: https://www.digitalx.com/contact

DigitalX – Avviso di non affiliazione con gruppo HyperTech e i suoi amministratori, entità collegate e affiliate – 15 febbraio 2021

DigitalX è recentemente diventato consapevole del fatto che HyperTech Group Co Ltd e / o dei suoi amministratori, entità collegate e affiliate, stanno utilizzando il marchio DIGITALX per promuovere e /o fornire prodotti e servizi di gestione delle risorse digitali ai consumatori su Internet, attraverso siti Web come hypertechgrp.com , hypertechtrading.wordpress.com , youtube.com e facebook.com .

DigitalX non è affiliato, associato o connesso in alcun modo con HyperTech Group Co Ltd, o uno qualsiasi dei suoi amministratori, entità correlate, affiliate, aziende o prodotti (inclusi HyperFund Global, HyperCommunity e Kalpeshpatel.com).

Digital X ha rilasciato una dichiarazione dicendo di non essere “affiliato, associato o connesso con HyperTech Group” in alcun modo.

Il direttore operativo ad interim di DigitalX Jonathon Carley ha dichiarato che il suo team “ha segnalato la questione alle autorità di regolamentazione aziendali” dopo aver visto video e contenuti che suggerivano che il gruppo con sede a Perth fosse coinvolto in HyperFund.

“A parte il loro uso improprio del nostro nome e della nostra proprietà intellettuale, abbiamo poca conoscenza di ciò che fanno o di chi è coinvolto”.

La verità è che Ryan Xu e soci hanno acquistato, ai tempi della piattaforma ACX.io,  il pacchetto clienti e i wallet da Digital X, per poi svuotarli e dichiarare bancarotta, rapinandoli di tutte le loro cripto.

Collinstar…

COLLINSTAR azienda australiana leader nell’industria Blockchain, vanta diverse partnership con università prestigiose per lo sviluppo della blockchain…

Falso. Come anticipato, ha solo finanziato il dipartimento cripto della Monash per avere una facciata rispettabile. Si chiama in gergo “legittimità per associazione“.

Il Professore di riferimento, Joseph Liu, non è altro che il creatore di Monero, la criptovaluta più usata per gli atti illeciti di ladri e truffatori.

Inoltre, il progetto Hcash appare fermo da dicembre 2020: https://media-30378.medium.com/

Insomma, niente più che altro fumo negli occhi dei gonzi.

 

Blockchain Global…

Di Blockchain Global abbiamo parlato ampliamente nell’articolo. Ciò che non viene mai detto dai Promoter, è che dopo essere stata costretta a restituire i soldi agli investitori, ha anche perso la licenza per operare in Australia.

Motivo per cui Xu si è dato alle truffe piramidali.

Blockchain Center è un’azienda non profit educazionale di Sam Lee e sua moglie Layla Dong.

Quella di creare un Academy per attirare gonzi con la scusa della formazione, a cui poi vendere la propria shitcoin, è un’usanza abbastanza comune nel settore delle cripto-truffe, diffusa da OneCoin.

 

La bufala su EquiBank…

Per far funzionare il progetto in modo efficiente e creare un sistema fluido attorno ad esso che sia facile da gestire, EQIBank ha ufficialmente stretto una partnership con il Gruppo HperTech per creare la prima moneta stabile sostenuta da Trust Chain e Swift al mondo: HyperUSD.

Falso. Non esiste nessun legame tra EquiBank e HyperFund, né tantomeno un progetto per sviluppare una StableCoin; come già detto, le aziende di Xu sono prive di qualsivoglia licenza per operare nel settore cripto, e sono truffatori ben noti alle istituzioni finanziare.

Non potrebbero creare una stablecoin nemmeno se volessero.

Copertura mediatica di HyperFund…

Tutti gli articoli che leggete sui quotidiani e i magazine online a proposito di HyperFund, come questo:

https://fintechnews.sg/33688/blockchain/hypercapital-announces-plans-to-build-the-worlds-strongest-blockchain-community-alliance-and-ecosystem/

Non sono articoli scritti dai giornalisti, di loro iniziativa.

Sono Advertorial, annunci pubblicitari travestiti da semplici articoli, che l’azienda paga per far pubblicare.

E’ chiaramente scritto in fondo:

Quindi, diffidate di chi vi dice che “Sono seri perché compaiono in TV e sui giornali”!

Aggiorneremo questo articolo man mano che giungeranno nuove notizie e/o rettifiche.

Ti consiglio comunque di stare lontano da chiunque ti proponga questa “opportunità”.

È una truffa conclamata, portata avanti da truffatori di professione.

E chi la promuove, è in malafede, o tonta.

E tu non dovresti mai fare affari con chi è tonto, o truffatore.

Ecco spiegato come funziona questo tipo di truffa…

DeFi Rug Pulls [da: Investopedia]

I DeFi Rug Pull sono l’ultimo tipo di truffe per colpire i mercati delle criptovalute.

Rug Pull è in inglese il “togliere il tappeto da sotto i piedi“, che come immagine rene bene l’idea.

La finanza decentralizzata o DeFi mira a decentralizzare la finanza rimuovendo i gatekeeper per le transazioni finanziarie. Negli ultimi tempi, è diventato una calamita per l’innovazione nell’ecosistema delle criptovalute.

Ma lo sviluppo delle piattaforme DeFi è afflitto da una serie di problemi. I cattivi attori hanno sottratto i fondi degli investitori in tali piattaforme.

Questa pratica, nota come rug pull, è diventata particolarmente diffusa poiché i protocolli DeFi sono diventati popolari tra gli investitori di criptovalute interessati ad aumentare i rendimenti dando la caccia a strumenti crittografici che producono rendimenti.

I contratti intelligenti che bloccano i fondi per un determinato periodo di tempo sono il metodo più popolare per i programmatori per rubare fondi.

Una volta che il contratto scade o raggiunge un limite di soglia precedentemente impostato, gli sviluppatori generalmente utilizzano funzioni di programmazione per rubare Bitcoin da esso.

Nel dicembre 2020, un gruppo di sviluppatori ha rubato $ 750.000 in Wrapped Bitcoin (WBTC), ether e un sacco di altre criptovalute da Compounder Finance, una piattaforma DeFi.

Il progetto ha promesso rendimenti composti agli investitori per aver depositato le loro criptovalute in un contratto intelligente a tempo o in un contratto intelligente che sarebbe stato eseguito solo dopo un tempo prestabilito.

Ma gli investitori affermano che gli sviluppatori hanno creato una “porta sul retro” nel sistema e hanno sottratto fondi prima della scadenza del contratto intelligente.

In sintesi…

Ryan Xu è un personaggio molto controverso nel mondo delle cripto, sia in Cina che in Australia. Sebbene venga presentato dai Promoter Europei come un Top del settore, nel mondo Ryan Xu è caduto in disgrazia acausa delle truffe precedenti.

Le sue “fabbriche” di cripto sono state chiuse in Cina assieme alle altre, e in Australia non risultano attive a suo nome.

Pur essendo uno dei pionieri delle cripto in Australia, infatti, tutti i suoi progetti sono andati zampe all’aria nel giro di pochi anni, costringendolo a dedicarsi alle cripto-truffe, pur di guadagnare.

Altre truffe note sono:

  • Media Chain
  • Hcash
  • HyperCapital

Altre piccole cripto-truffe di Ryan Xu sono ben note solo in Cina.

Poiché le indagini sono rese difficoltose dalla natura virtuale delle cripto, esse vanno avanti da anni.

Per evitare le autorità, Ryan Xu e i suoi complici hanno trasferito i loro centri d’interesse in Australia, e aprire la sede delle aziende a Dubai, Hong Kong e altri Paesi che non permettono alle autorità cinesi, australiane, europee e americane di accedere ai documenti aziendali.

Hyperfund è solo l’ennesima “ripartenza” della truffa legata a HyperCash, una moneta che, nonostante le mille promesse e il marketing costruito attorno, non ha mai preso piede nel mondo delle cripto.

Oggi HyperCash infatti vale zero, ed è stata delistata dai maggiori exchange.

HyperTech Group, ovvero l’insieme di aziende, tutte controllate da Ryan Xu, controlla progetti come Blockchain Global, HyperCash e Digital X Direct.

Blockchain Global è stata fondata nel 2014 (inizialmente come “Bitcoin Group”) da Sam Lee, Allan Guo e lo stesso Ryan Xu.

Blockchain Global ha sviluppato in pochi anni il proprio exchange, chiamato ACX.io

Nel 2017, ACX.io ha acquisito il pacchetto clienti (e wallet) dell’exchange Direct X.

Dopo, sono SPARITI con tutti i soldi. Le vittime di ACX.io, dopo anni, non hanno ancora recuperato il loro denaro.

Anche le loro dichiarazioni di collaborazioni con aziende e Governi e istituzioni pubbliche, per HyperCash, non trovano riscontri reali.

Il giro di denaro su MOF non è tale da giustificare la distribuzione a pioggia di milioni di dollari giornalieri ai 2 milioni di iscritti.

Numeri alla mano, se le nuove vittime smettessero di versare quote di iscrizione, HyperFund andrebbe gambe all’aria in meno di 6 mesi, come già successo con HyperCapital.

HyperFund è privo di licenze e autorizzazioni per operare in qualunque Paese risulti attivo, Italia compresa. 

Le uniche licenze australiane che aveva il team di Ryan Xu, in Australia, sono state ritirate dopo il crollo delle prime truffe.

Domande e risposte.

HyperFund è uno schema piramidale?

, lo è, perchè guadagni solo se viene reclutata altra gente che investe, mese dopo mese.

 

HyperFund è un Ponzi?

, perchè guadagni dagli investimenti delle altre vittime, non da un reale prodotto o servizio.

 

HyperFund è un buon investimento?

No, perchè se non recluti altre vittime, non guadagni nulla dal tuo “investimento”. Guadagni solo se recluti. Se non recluti, i tuoi soldi verranno spesi dall’azienda per pagare i eclutatori.

 

Come funziona HyperFund?

Il sistema è quello tipico di uno schema piramidale, illegale in Italia:

Si deposita una certa cifra, della quale SOLO UNA PARTE viene effettivamente investita per generare profitto.

A quel punto, scaduti i giorni richiesti per generare un guadagno (che è comunque molto più basso di quanto ti viene promesso), ti danno la possibilità di prelevarne solo una parte, che guarda caso è una frazione di quella utilizzata a generare il profitto.

Su Hyperfund ad esempio, se depositi 600 euro, dopo 32 giorni puoi prelevarne solo 100, quindi per recuperare anche solo la somma investita, dovrebbero passare almeno sei mesi.

Tutto il meccanismo si basa sul convincerti a tenere i soldi sul sito il più a lungo possibile, convincendoti che se tiri fuori i soldi prima, i tuoi guadagni diminuiscono.

Altra bandiera rossa: chiedono di essere pagati con un bonifico in euro, che vengono trasformati in “usdt”, ma poi finiscono sul portafoglio virtuale convertiti in “hu” (1 hu equivale a 1 usdt), una moneta virtuale di Hyperfund che NON è valida da nessuna parte se non, appunto, all’interno della piattaforma di Hyperfund (un po’ come i punti fragola, che accumuli ad ogni spesa; te ne vegono regalati durante varie promozioni, ma anche s ne hai centinaia, puoi spenderli solo all’interno dell’Esselunga).

Anche questa è una procedura tipica degli schemi piramidali.

Come guadagna, in pratica, HyperFund?

Il capitale che transita sulle piattaforme collegate all’azienda, non sembra giustificare il guadagno degli affiliati.

Parliamo infatti di 2 milioni di investitori nel mondo, che riceverebbero l’equivalente di 50 dollari, per il pacchetto più piccolo, ogni giorno (numeri dichiarati dai Promoter e dell’azienda).

Sebbene infatti il rendimento iniziale sia dello 0,5%, l’azienda promette un interesse composto, se si lasciano tutti i soldi sulla piattaforma, che diventa di fatto una promessa di almeno 50 dollari al giorno dopo pochi mesi.

  • Ogni giorno.
  • Per ogni iscritto.
  • Senza fare nulla.

Stiamo parlando quindi di un’azienda che ogni giorno distribuirebbe, secondo le sue promesse, almeno cento milioni di dollari ai suoi affiliati.

Senza contare ci ha acquistato pacchetti superiori, con rendimenti giornalieri maggiori.

A questi, poi, andrebbero aggiunte le provvigioni che guadagnano gli affiliati, ovvero la percentuale che viene distribuita a chi convince altri gonzi ad investire.

100 milioni ogni giorno, vuol dire 3 miliardi in un mese, e 9 miliardi in un trimestre.

NEMMENO COINBASE FA QUESTI NUMERI.

Prendiamo a paragone CoinBase, che è una piattaforma ben più conosciuta, diffusa e solida di HyperFund:

Coinbase ha registrato un fatturato totale stimato di circa 2 miliardi per il primo trimestre del 2021.

Fatturato totale, lordo, a cui poi dovrebbero essere tolte le spese per il mantenimento di tutta la struttura.

Che dovrebbero aggirarsi, se non ricordo male, attorno al 58%.

Nello stesso periodo, ovvero in 3 mesi, HyperFund avrebbe distribuito quasi 9 miliardi, solo di interessi passivi.

Considerando poi che HyperFund promette di triplicare il tuo investimento, e su quello dare percentuali agli affiliati dal 15% in su, siamo ad una promessa che supera di gran lunga la liquidità di qualunque azienda nel settore.

Nemmeno le più grandi, fra cui CoinBase.

E ricordiamo che Coinbase è quotata in Borsa, quindi ha accesso a finanziatori e investitori istituzionali, che HyperFund non possiede.

Se HyperFund fosse in grado di generare tutti questi miliardi in un solo trimestre, i siti specializzati farebbero a gara per parlarne, e invece, non se lo fila nessuno, come dimostrano articoli di questo tipo.

Stiamo parlando di una presunta “realtà” che dice di guadagnare miliardi da 10 anni in un settore come le cripto, che tutti gli esperti del settore cripto ignorano.

Inoltre, ci si chiede come mai né Ryan Xu, né Sam Lee, non compaiano in nessuna lista di miliardari grazie alle Crypto.

Se facesse tutti questi soldi, tanto da poterne distribuire a profusione agli affiliati, dovrebbe comparire nelle stesse liste in cui compare il proprietario di CoinBase.

E invece, nessuna lista, classifica o graduatoria dei ricchi grazie allle cripto, lo nomina mai.

O viene costantemente ignorato, o non è diventato ricco grazie alle cripto…

La verità è che chi parla di HyperFund o di Ryan Xu, online, è solo gente che ha attivato un codice affiliato.

HyperFund è una presunta piattaforma DeFi ignorata da tutti.

La diffusione di dati chiari e consultabili, dei WhitePaper dietro al progetto, scaricabili dai loro siti web e necessari se vuoi attirare investitori seri, è tipica delle piattaforme serie.

L’investitore serio infatti, la prima cosa che chiede è questa:

Come guadagna l’azienda?

La mancanza di questi dati, come puoi ben immaginare, è di contro tipica dei Ponzi.

Come mai nessuna celebrità nel mondo degli investimenti, risulta aver investito in HyperFund, viste le premesse e le promesse?

In conclusione, come guadagna HyperFund?

Alla luce di questi dubbi, visto che nessuna pubblicazione online, né esperti veri del settore, parlano di HyperFund, e considerando che la dirigenza di questa azienda viene da 3-4 truffe precedenti, secondo te, da cosa guadagnano?

Lucrando sulla stupidità dei gonzi che ci investono, grazie alla pubblicità costante dei truffatori di professione, che si gettano a capofitto in ogni piramidale di questo tipo.

Ultimi Aggiornamenti e Scoperte.

L’azienda dietro HyperFund, a maggio 2021 avrebbe richiesto la liquidazione in Australia. Il Tribunale federale ha rigettato la domanda. Perché? (qui l’articolo).

In India, il Governo ha avviato le indagini contro HyperFund, a seguito di diverse segnalazioni, per presunta frode finanziaria. Qui l’articolo.

In Nuova Zelanda, il Governo conferma che HyperFund sta operando senza le opportune licenze, e ha avviato le indagini, a seguito di diverse segnalazioni, per presunta truffa. Qui l’articolo.

Anche il Baliato di Guernsey, un piccolo gruppo di isole tra Regno Unito e Francia, ha segnalato HyperFund poichè priva di licenze per operare nel settore. Qui l’approfondimento.

In Nepal, HyperFund è stata dichiarata illegale poiché schema piramidale. I promotori rischiano una multa e 5 anni di galera. Qui l’articolo.

In Germania, il Governo ha avviato le indagini contro HyperFund, a seguito di diverse segnalazioni, per presunta frode finanziaria. Qui l’articolo.

In Italia, il 18 Ottobre 2021, Striscia la Notizia ha parlato di HyperFund in termini poco lusinghieri, definendolo senza mezze parole “Schema Ponzi“.

Alle Bermuda, HyperFund è stata segnalata come truffa dalla Polizia.

L’azienda, dopo essere stata dichiarata illegale in alcuni Paesi, è stata già riavviata in alcuni Paesi con il nome FomoEX.

Im India sono scattate le prime manette per i promoter HyperFund /FomoEX.

L’azienda madre di Hyperfund è stata dichiarata fallita dalla Corte Suprema in Australia, per debiti (oltre 21 milioni di dollari australiani).

HyperFund pare si stia preparando all’ennesimo rilancio della frode, sotto un nuovo nome. Pronto HyperVerse.

 

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